Matrimonio unplugged o social?

Matrimonio unplugged o social?

Matrimonio unplugged o social?

Oggi vi voglio parlare di un argomento abbastanza “spinoso” ma sicuramente molto attuale: l’uso, o meglio, l’abuso, dei cellulari durante i matrimoni. La questione mi è stata posta proprio in questi giorni da una mia dolcissima cliente che si sposerà ad agosto e che desidera un matrimonio “unplagged”, letteralmente “sconnesso”.La sua richiesta mi ha fatto subito pensare a tutto quello che vedo solitamente durante i matrimoni dalla mia postazione “dietro le quinte” e non ho potuto che constatare quanto la “foto frenesia” sia purtroppo un male diffuso: dagli invitati che si piazzano in mezzo alla navata della chiesa per riprendere meglio l’ingresso della sposa (dando molto fastidio per altro al fotografo professionista che è stato chiamato apposta!) allo streaming in diretta dello scambio delle promesse, postato in tempo reale su Facebook. Ora, non prendetemi per una bacchettona: capisco che gli invitati muoiano dalla voglia di custodire più ricordi possibile della giornata, ma non sarebbe meglio se li vivessero “in diretta” guardando i gesti e cogliendo le emozioni degli sposi? Per le foto ci sono appunto i professionisti che sono lì per catturare ogni attimo: basterà chiederne qualche copia agli sposi quando gli scatti ufficiali saranno pronti. Poi, certo, ognuno è libero di fare ciò che vuole e ho avuto anche clienti molto social che avevano creato hastag e pagine Instagram appositamente per invitare gli amici a condividere gli scatti, ma in un’epoca in cui mi sembra che non ci sia più nulla di privato, di personale o intimo, questa richiesta della mia cliente ha scatenato in me una sana malinconia per il passato (che poi, non stiamo parlando di secoli, ma di pochi anni fa). Forse non sarebbe il caso di fare davvero un passo indietro e di godersi un po’ la vita vera? Il qui e adesso? Non solo in occasioni particolari, ma anche nella quotidianità! Io prometto che ci proverò, dimenticando un po’ più spesso il telefono in ufficio. E tu, cosa ne pensi?